Parlare di Fiorenza non è semplice.
È difficile racchiudere in poche parole ciò che è stata, ciò che ha saputo compiere e ciò che ha lasciato dietro di sé.
La sua forza, luminosa e silenziosa, e l’energia interiore che la muoveva resteranno per sempre scolpite nella nostra memoria.
Così come resterà il ricordo delle battaglie che ha affrontato e vinto, passo dopo passo, contro un mondo aeronautico che spesso faticava ad accettare la presenza di una donna pilota commerciale: testarda, appassionata, entusiasta.
La sua vita è stata un racconto straordinario, tessuto di esperienze uniche ma anche di ostacoli, rifiuti e lotte.
Una storia vissuta sempre a testa alta, senza cedere ai compromessi, senza mai tradire la propria dignità e la propria indipendenza.
Chi l’ha conosciuta lo sa: la forza che portava dentro era autentica, inarrestabile.
E noi, che abbiamo avuto l’immenso privilegio di camminarle accanto per un tratto del suo viaggio, possiamo solo custodire la bellezza di averla incontrata e dire grazie, con il cuore, per aver condiviso con noi una parte della sua strada.
Grazie Fiorenza!
22 maggio 1928 – 06 dicenbre 2025

Vogliamo raccogliere qua, tutti i pensieri ricevuti e l’affetto, la riconoscenza che una donna straordinaria ha meritato.
Segue la pagina delle istituzioni e della stampa
La liturgia si è tenuta presso la Chiesa di San Roberto, piazza Ungheria in Roma. 09.12.2025

Grazie, Fiorenza.
Grazie per ogni battaglia che hai combattuto, per quelle porte che hai aperto con coraggio e determinazione, permettendoci oggi di camminare su una strada più sicura, più nostra.
Grazie per l’entusiasmo che portavi negli occhi, per l’energia che sapevi accendere intorno a te: un’eredità preziosa che custodiremo con rispetto e che proveremo, con umiltà, a proseguire.
Grazie per la tua coerenza e la tua correttezza, per il modo autentico e fiero con cui sei stata donna in un mondo spesso maschile e ostile. Continueremo il tuo cammino, sperando di esserne all’altezza, seguendo le orme che ci hai lasciato come un sentiero luminoso.
E grazie, infine, per l’immenso senso di squadra che hai saputo creare. Per quella tua capacità rara di unirci, di farci sentire parte di qualcosa di più grande, ricordandoci che la forza nasce dallo stare vicine e che le amicizie vere sanno resistere a ogni distanza, a ogni tempesta.
Noi, donne dell’aria, riunite dalla tua volontà, dalla tua visione e dalla tua caparbietà, ti porteremo con noi sempre: in ogni decollo, in ogni atterraggio, in ogni cielo attraversato.
Perché accanto a ciascuna di noi, da oggi, ci sarai anche tu.
Associazione Donne dell’ Aria
Cari amici, care colleghe e cari colleghi, siamo qui oggi purtroppo per dare l’ultimo saluto ad una donna straordinaria. Un mito. Una pioniera che ha scritto la storia dell’aviazione italiana. Fiorenza de Bernardi non è stata solo la prima donna pilota di linea in ltalia, traguardo notevolissimo se pensiamo all’epoca in cui lo ha raggiunto, ma è stata soprattutto un simbolo, un esempio di forza, di tenacia e di libertà.
Una donna capace di camminare, con passo leggero ma determinato, in un mondo che per decenni ha voluto raccontarsi al maschile, quasi “virile per definizione” .
Fiorenza ha inseguito il suo sogno con audacia e determinazione. Ha dato un nome e un volto alla possibilità che una donna potesse sedersi ai comandi. Ha combattuto un machismo che oggi ha forme più sottili, ma che allora era palese, diretto, persino crudele. E lo ha fatto senza perdere mai l’ironia, la gentilezza, la sua straordinaria limpidezza d’animo. Fiorenza non ha solo sfidato pregiudizi e barriere: le ha superate. Con la sua passione, il suo coraggio, la sua competenza, ha mostrato che il cielo non
ha genere. Nel farlo, ha aperto la strada a tutte noi donne che aspiravamo ad intraprendere la professione di pilota, e a tutte quelle che ancora verranno. lo l’ho conosciuta quando, conseguiti i brevetti professionali, cercavo di farmi strada come pilota nell’aviazione civile. Ero giovane e piena di sogni, ma ben presto mi accorsi che le opportunità per maschi femmine non erano le stesse. Vedevo i miei colleghi maschi avanzare, convocati dalle compagnie o dell’aeronautica per la selezioni piloti, ed io – con gli stessi
requisiti – restare “al palo”! Non perché non fossi capace. Ma perché ero una donna. Lo trovavo assurdo, ingiusto, inconcepibile, cosi, decisi di cercare spiegazioni. Avevo sentito dire che esisteva una pilota che stava fondando un’associazione di donne aviatrici. Riuscii a trovare il suo numero e un giorno lo composi senza troppe speranze. Rispose lei. Fiorenza. Parlammo mezz’ora, forse di più. E con la sua voce calma, lucida e dolce, mi trasmise tanta fiducia e speranza. Mi diede la forza di non farmi schiacciare dal pregiudizio. In un tempo in cui non esistevano cellulari, nè chat, nè reti di sostegno, fu un faro molto importante. Da quel giorno è nata un’amicizia profonda. Lei c’era sempre. C’era agli eventi, alle iniziative, ai congressi. C’era per le ragazze che si avvicinavano al volo. C’era per le colleghe più giovani. E c’era con quel suo entusiasmo travolgente, che rendeva visibile un problema che molti avrebbero preferito ignorare.
C’era anche in uno dei giorni più belli della mia carriera, quello che io porto sempre nel mio cuore: il iorno in cui intraprendevo il mio primo volo da Comandante in Alitalia. Arrivai al briefing equipaggi di Fiumicino come in una giornata qualsiasi, per cominciare il mio avvicendamento e inaspettatamente trovai tanti colleghi, con lei in prima fila, che tenevano uno striscione con scritto: “Brava Antonella.” Un gesto, spontaneo, vero che mi ha riempito di gioia. Una di quelle cose che non si dimenticano.
Sono grata, come donna e come collega, di averla potuta conoscere e aver potuto condividere con lei la passione per il volo. Oggi non salutiamo solo una pioniera, ma una compagna di sogni, un simbolo di
libertà, di audacia, di dignità. Mi piace pensare che ognuna di noi che ha scelto il volo abbia portato con sé una piccola parte della sua determinazione. E che ogni ragazza che oggi sogna di diventare pilota, magari senza conoscerla, stia camminando su una pista che lei ha contribuito a livellare.
E grazie – grazie con tutto il cuore – per ogni parola, ogni gesto, ogni incoraggiamento che molto
generosamente ci ha infuso. Volerà accanto a noi per sempre. E mentre la immagino volare leggera,
non posso non pensare alle creature che amava di più: gli animali. Quei gatti e cani raccolti per strada,
quelle vite piccole e fragili che per lei avevano un valore enorme, tanto da creare un rifugio dove quegli animaletti più deboli potessero trovare protezione. Un rifugio che continua a vivere, e che resterà per tutti noi un simbolo della sua generosità concreta. Voglio immaginare che ora lei sia circondata anche da loro,
da tutti gli animali che ha salvato e che le hanno voluto bene.
Che le vadano incontro come facevano quando li accoglieva, con quella fiducia che solo gli animali sanno dare a chi li tratta con cuore vero.
Così, cara Fiorenza, mentre prosegui il tuo volo in cieli blu, lasci dietro di te due scie luminose:
quella del coraggio che hai portato nell’aviazione e quella della tenerezza con cui hai protetto le creature più indifese.
Ed è seguendo entrambe che continueremo a ricordarti. E una carezza – come quelle che davi tu – a tutti i tuoi piccoli compagni di viaggio, ti giunga.
Che il tuo esempio continui a vivere, fra le nuvole, nel vento, nel ricordo di chi ti ha amata e rispettata. Possa tu volare libera, leggera, per sempre.
Cieli blu Fiorenza
Antonella Celletti
Le donne dovrebbero sempre, sempre osare, buttarsi, seguire l’istinto. Uscire dalle zone protette anche a rischio di essere derise, incomprese o ostacolate. E Gli uomini devono essere fieri di loro, quando lo fanno.
Uno degli aneddoti che Fiorenza raccontava spesso, riguarda l’opzione che le era stata data di scegliersi la sua prima divisa. Aveva scelto la gonna ….. perché voleva che anche a guardare da lontano, si capisse che il pilota era una donna.
Quando l’incontravo a fine anni 80 all’aeroporto dell’Urbe e sentivo dire “quella è Fiorenza De Bernardi” si sentiva quasi l’eco… tipo nominare una divinità…. Ma lei era invece sempre accessibile, gioiosa e deliziosamente rumorosa come i romani sanno essere con tanta affabilità.
In una simpatica intevista di qualche anno fa alla domanda: Secondo te la tua vita è’ stata una figata? Lei ha risposto “Si …..una figata bella! Perché ho fatto tante cose che Volevo fare e sono riuscita a ottenerle”.
Nel 2018 abbiamo incontrato Fiorenza per celebrare i suoi 90 anni con una visita al meraviglioso Museo di Vigna di Valle. Eravamo solo una parte delle donne pilota allora attive ma comunque avete forse visto la foto che e’ riaffiorata in questi giorni con 13 ragazze e lei al centro. Si e’ “giustificata” di non avere messo la sua, di divisa ….. avrebbe voluto, ma non le entrava più, ha detto. E ci ha detto anche guardandoci da capotavola, dopo due secondi di pausa….. vi guardo e penso che siete un po’ tutte figlie mie.
Io Oggi mi guardo intorno e non vedo più passeggeri che ci guardano incuriositi, vedo proprio al contrario, giovani colleghe pilota che si muovono come pesci nell’acqua con la naturalezza di chi fa qualcosa che sebbene si mantenga ancora poco diffuso (possiamo dire inusuale) e’ comunque un campo esplorato …..possibile.
Oggi le donne non solo fanno il mestiere per il quale Fiorenza ha lottato, ma le giovanissime donne riescono a “pensarlo” come una delle tante opportunità di carriera a loro aperta, se lo desiderano.
Ovviamente di Fiorenza c’è n’è una sola, qui oggi abbiamo parlato di Storia, ma tutte le volte che incoraggerete gratificherete e supporterete una ragazza a seguire un sogno …. Che sia vostra figlia, sorella amica, o che sia vostra madre ( perché non e’ mai troppo tardi) ….. Anche se Fiorenza non l’avete mai conosciuta, o se rimane troppo lontana nel tempo dalla vostra, di storia, ebbene avrete comunque ridato slancio alla sua eredità.
Micaela Scialanga
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